il pallino di pinco

..questo blog e` un incentivo sull'ego spiovente del martedi. Evitalo, visto che hai sempre ragione.

la povera gente

mazxim | 30 Giugno, 2006 16:09

Madonna che cazzo, tutto è cosi complicato (ecco che mi viene lo stimolo della cacca). Tutta sta' gente che giudica, ma che cazzo fanno, che cosa vogliono, l'integrita' morale non esiste, hanno inventato un tipo di ardore tautologico per cui anche il mio insignificante fiatare viene preso di mira, stravolto nel suo rigirarsi stantio per le vie di sta' Catania del cazzo, che volete? Rubare un attimo di sobrieta' al malcapitato che alcune cose le ha capite, volete che si sospendano interi anni alla ricerca del vero amore, volete che si voti per alcune faccie di merda il cui maledetto sorriso ho dovuto vedermi sbattuto in faccia in tutti i modi fottuti, volete arrestare la corsa del cercatore di sigarette, volete che la violenza torni ad essere causa efficente del mio personalissimo stress, specialmente quando cerco di ascoltare in macchina CD bruciati dal calore di questo inferno estivo. Ma sucate, chinatevi comatosi al tramonto annuvolato, sucate! Voi, che il sarcasmo possa ritorcervi la sua eclisse tombale voi di forza nuova, specie di sterco nauseabondo umido di sterile sborra negletta, fottetevi da soli fino alla morte, sappiatevi divertire con la polvere, coi fumi della vergogna invisibili del colto, fluido, discorso sulla impossibilita' di imitare la sostanza.

parcheggio

mazxim | 24 Giugno, 2006 16:03

e il timore è volere infrangere regole supportate dalla quotidianeta' in quiete. Dimmelo, Scapagnini, che mi ami, il tubo di scappamento assume un aria bizantina dentro quello striscioline poliziesche.

if in doubt, mumble.

mazxim | 22 Giugno, 2006 15:59

Tutto quello che è avvenuto vale la possibilita' di esternare sensazioni stemperate sopra lo zero, il semplice averti vista e intercettato vicino il mare, di fronte al buon numero di anime appagate, tese insieme dalla continuita' irrudicubile della pietra dura, dalla quale farsi carezzare. Avviene questo, secondo il nervo censorio: raduno di biciclette, identificazione del buon umore dei compagni, compimento delle principali operazioni di accomodamento dialettico con conseguente arrotondamento e perifrasi della iridescente antinomia "io-voi" - realizzo' che il crollo è gia avvenuto, che il denial of service della sfiga coatta mi fa da contorno irremovibile, anticipando il buio e il gesto, scomparendo oltre i miei capelli vergognati. Allora è accaduto che passeggiavamo lungo il sentiero abilitato dalle altre ruote, squisitamente complici nell'amalgama degli intenti ecologisti e ti ho seguito col preciso intento di superare l'ennesima difficolta' cognitiva, zigzagando le molteplici complicazioni vuote del non saper decidere e far proprio il momento vero. Tu sei del New Jersey, mi dici, e pedali come fa una farvalla quando scopre di averci le ali per librarsi in volo, altera quanto proverbialmente implicata e protesa. Parliamo: mi dici cose che interessano me e forse l'umanita' tutta, se solo le persone avessero l'inferno destrutturato dentro, come ce l'ho avuto io durante quel dolce accompagnarsi. Decido di esplodere ancora affinche' tu possa raccogliere i pezzi tremuli, in caduta dalle alture ignorate. Durante la pausa al parco, mentre le persone invisibili mutavano verso forme sempre piu evanescenti, le tue mani raccontavano ancora di universi inaccessibili alla mia sospesa attenzione, e non sapevo cosa fare, ti ho cercato nel baratro di un sacchetto di tabacco pronto a farsi benedire dalle scorse pedalate. Ti chiami Caitlin, e avverto (il presente compromesso) il bisogno di chiederti che musica ascolti di solito, perche' 15 anni ce li ho ancora ineluttabilmente al cospetto di cotanto splendore. Il tempo scorre cosi come l'illusione viscerale del suo estinguersi, seduce questa massa di biciclette radunata dal verbo e la fame d'innocenza, mi continua ad essere l'eccezzione d'una realta' altra fatta di suoni eterni - lo spettro d'una forma d'onda che se ne sta li a farsi comprendere, come i peli del pube irti della bambina che sei (in senso figurato?). Si decide e ci sia avvia verso il mare, non riesco a smettere di osservarti, le tue parole riempiono ogni spazio informativo latente, si sostituiscono alle mie vene smunte. Il cielo stellato e il ritmo irregolare delle luci lontane mi da la sensazione d'essere su un palcoscenico trivellato di colpi messi a segno. Non capisco il perche del tuo starmi vicino, ho la sensazione di risultare goffo, banale, d'essere la fotocopia illegale del mentitore e del suo paradosso. Ma ti avvicini col fare cortese e inspiegato dello spettro felice. Accadono molte cose durante le quali mi vengono fuori dei discorsi sulla letteratura americana che non conosco, e ti dico delle cose che mi farebbero sorridere e le dico col fare del commerciante che sa far trascorrere il tempo, e tu annuisci, ma il tuo annuire è come lasciare che lo spazio tra me e te si accorci senza misure condivisibili. Poi cominci a spogliarti, intenzionata a immergerti per un bagno notturno. Vedo anche altre persone fare lo stesso, osservo con un contegno maldestro bellissime ragazze spogliarsi esibendo glutei scolpiti dalla genetica riuscita, ma la mia attenzione è drogata del tuo esserci, e osservo il tuo corpo spargere energia elettrica pulita e trasformarsi in luce. Aspetto che gli istanti si sommino tra loro per diventare minuti, poi decido di raggiungerti immergendomi a mia volta, per cercarti, per dare un senso alla mia vita in mezzo ai simboli. In acqua i cerchi e gli elissi della volutta' si sedano lentamente, rimangono le odissee euristiche del mio avvicinarmi, che non sembra piu mio. Faccio di tutto per godermi l'isolamento sensoriale e faccio di tutto per reprimere disumanamente la smisurata voglia di dirti quanto sei bella, ma tu non sei semplicemente bella, sei un meraviglioso capolavoro d'arte concepita per attrarre sul fondo d'un bicchiere la protesi dei miei occhi. New york non ti piace, me lo hai detto. Il tuo lavoro qui ti ha assorbito piu di quanto tu non volessi. Non voglio toccarti, posso solo sfuggire empaticamente dalle briglie d'una confessione molesta che finisce per dirmi quello che non saprei realizzare osservando i pianeti.

Domani parti. Vai a farti una vacanza, ma tutto cio che faccio e appelarmi al tuo sorriso: torna, è quello che ti chiedo.
Stasera si sono registrati terremoti e devastazioni, gigantesche prove dalle quali imparare a comportarsi senza definizioni in vista di ulteriori macabri riscontri.
Ti sei lasciata baciare da una fluttuazione muta, senza forma ne colpa, e ti ringrazio patendo oltre la certezza delle tue linee, il tuo possibile ritorno.

trovare una buco di merda a prezzi decenti è diventato complicato

mazxim | 17 Giugno, 2006 15:57

il bosco di Casalotto (prima parte)

mazxim | 12 Giugno, 2006 15:56

Stamattina mi alzo di buon ora, faccio alcuni gargarismi con del thè alla pesca (si fottano gli inglesi, s'impicchino gli utilizzatori abusivi delle 'K', davanti ad uno schermo tutto il male viene a nuocere ) - mi aggiro in mutande grattandomi le chiappe come un scimmia - constatando con mio estremo orrore che manca l'acqua corrente. L'ACQUA. Insomma si, sia tele-benedetto ovviamente colui che viene col nome di mr. cristo, sconti fino al 70%, ci abbiamo l'Iran che arricchisce l'uranio fottendosene dei numeretti che aumentano come un qualsivoglia taxi driver in vena di eroismi eclettici...e io non mi posso lavare la faccia ma non me ne importa in quanto ho la mattina libera, libera da lavori necessari o scazzi istituzionali o favori necessari o bagni utili e mi vesto avendo in mente di andare a fare qualche foto in un posto abbastanza particolare, dove per qualche anno ci ho fatto all'amore in mezzo alle foglie, il bosco di Casalotto. Tale luogo, al di la' del suo indiscutibile splendore naturalistico, che mi stupisce ogni volta con insistenza probatoria, direi che contiene una varieta' davvero notevole di  piante e verdume esoterico, lo scorso inverno vi ho scovato addirittura un bel campetto di gigli, il cui intenso profumo mi solletica ancora  (..se fossi un botanico vi suggerirei l'esistenza di questa o quell'altra pianta assolutamente anomala, allegando foto e igenui link a wikipedia, ma non lo sono, limitandomi con cio' a declamare semplicemente la qualita' dell'OSSIGENO respirabile da quelle parti, cosa molto bella e rassicurante di questi tempi). Comunque, prendo la bici e via, sorrido a gli uccellini, sento da lontano la dodecafonia di Luciano Berio sostituirsi alle bilanciate armonie del micromondo animale tutt'intorno (compresi quegli animali degli automobilisti) c'ho proprio l'aria altezzosa del figlio di papa' che sa sceglersi il vestitino prima di uscire, ma non ho tempo per spiegazioni, fratelli, il mondo dei simulacri oltraggiosi ha gia fatto di tutto per distrarvi dalla verita', non sto qui a rosicare la pazienza di chicchessia.
Mi chiedevo: dove è andata a finire la comunita' del cCsalotto? Sbaglio o c'è davvero stato un tempo (saranno passati 10 anni) in cui i ragazzi si radunavano quasi ogni pomeriggio o sera, per fumare hashish e Maria o altro, un tempo in qui nella chiesa sconsacrata all'interno del bosco si celebravano rituali satanici con teste di topolini mozzate in bella mostra e schizzi di sborra e sangue sull'altarino di legno, palesemente improvvisato da qualche deviato della domenica stanco della tv e dei panini doppia porchetta? Dove siete finiti ragazzi? Quel posto, e lo dico perche' è da diverso tempo ormai che lo frequento per andarci a studiare in assoluta tranquillita' e a respirare dell'ottimo ossigeno, appare desolato. Consideratelo una specie di appello: ditemi dove cazzo siete finiti e come è stato possibile che si sia disgregato quell'enorme mucchio di persone cosi rapidamente.. (è vero, so che alcuni di voi hanno avuto scazzi con la polizia a causa di partite di coca o altro: ma gli altri?) - non ditemi FAMIGLIA o LAVORO o il tempo passa per tutti o vivo a Londra o non posso rispondere c'ho un soffritto di bacche sopra o tutte quelle cose che fanno accigliare e pensare di dare una ripulita al posto in cui vivi prima di affogare nel cerume.
Io vi odio carrieristi del cazzo, possiate morire del vostro fatuo bisogno.
 
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