Martedì, Novembre 14, 2006

dispiace, mi.

bah, adesso ho mal di testa, leggero e sopportabilmente terribile, come una voce di cameriere che ha dovuto sostituire una ruota un sabato sera. Mi prende da un lato della testa, assesto bene due o tre colpi, all'interno del cranio i soldatini marciano sulle molteplici dinamiche dei fluidi, obbediscono al siero della connessione, si sacrificano sull'altare dei bei pensieri che furono (escludo che abbaino in se' anche delle belle parole).  Ho cambiato marca di tabacco, doveva essere tutto piu bello, piu biondo e meno umido, avrei avuto la sensazione di parlare di Durkheim  con molta disinvoltura parafrasando febbrilmente il mio contorno allo specchio, e invece eccomi qua dirti che non solo cammino sulla neve e lascio le traccie, ma anche che ti amo, lo stesso.
Basta, m'innervosisce assai dover sentire per l'ennesima volta boiate sull'astrologia, tesoro piantala di oroscopare, Orfeo ha bisogno di una direttiva, di piu matrici, di meno talco o sapone, persuadilo che non sta davvero perdendo l'ultimo treno per Valencia, ripetiglielo mentre gli servi tante buone patatine su una forca incandescente, vedrai l'effetto della conversione, in binario, dei suoi acciacchi, aspetta pazientemente che dica "tutti abbiamo acciacchi è vero" prima di mollargli tutta l'aspirina che vuoi.

Toni assertivi, che schifo.
Vado a una festa, mi siedo e scruto chi mi sta intorno. Bevo del te' al mandarino, me lo gestisco fino in fondo, quasi me ne compiaccio, accompagno le mie deboli proposizioni con tutta la gestualita sovra sensibile che riesco tener su', poi mi allontano anni luce dal nucleo. Mi guardo le spalle tutto il tempo.
Va a una festa, si siede e scruta chi gli sta intorno. Beve il suo te' al mandarino, lo gestisce fino in fondo, accenna ad un compiacimento incondivisibile, accompagna le sue deboli proposizioni con tutta la gestualita' sovra sensibile che riesce a tener su', poi si allontana anni luce dal nucleo. Mi guarda tutto il tempo.
Rivisitiamo Einstien. Dispiacciono queste cazzate, vacuum del sentire. Il tempo va impiegato, ne ho dribblato appena un barlume.

Giovedì, Novembre 02, 2006

quel tipo

..quindi parlavo con quel tipo, un immigrato che sembrava del madacascar, vaghezza, non ricordo. Ad un tratto venne fuori il discorso sulla fiducia, le amicizie, parlavamo di quel transessuale che mi aveva colpito con quelle frasi facete sulla vodka. Allora chi avevo davanti parlava di cose serie, si parlava dell'onesta' nel dire e del soffire, vedevo gli occhi e la testa rapata coperti dal buio.
Dice che fa la guardia. Fa la guardia a un mucchio di bottiglie dopo un concerto.
Io dopo essermi accorto di quanto sono buono, di quanto ce la faccio, aspetto che non mi veda, sapete perche? Addirittura per rubare una bottiglia di acqua, avete capito, acqua da bere.
Lui mi vede invece, non avevo mai deluso nessuno in vita mia con così tanta intensita', questa vita difficile diventava ancora più complicata.

Possa la sua saggezza aiutarlo a sopportare.