Domenica, Febbraio 25, 2007
ping 192.168.x.1 - ma pinga tua madre!
Sabato sera. Lo so, potrei benissimo procurarmi un film, stare a vedere
cosa succede fino alla fine anche se magari non me ne importa piu' un
cazzo da un quarto d'ora. Faccio parte di quella categoria di culatoni
che i film se li deve vedere fino alla fine, senno' non ha senso. Se
qualcuno dovesse arrivare a chiedermelo direi, no, non ha senso, amo il
cinema, mi fa godere la sensazione d'isolamento e trasporto, fuori
dalla presenza avvertibile del su e giu' polmonare. Mi piacciono le
pellicole slavate, pretenziose, le sceneggiature scritte con i piedi e
i doppiaggi surreali da parte di gente che probabilmente salta la prima
colazione. Avete visto Lawrence d'arabia?
Febbraio.
Avessi avuto il tempo di andare ad ascoltare tutti i concerti jazz che
l'altra umanita', l'elite' deforme, acconciata a modo, distilla con
garbo tirando su localini dove per prenotare un crema di whisky acida
devi sottoscrivere un mutuo o presentare un documento, avessi avuto il
tempo di scegliere con cura il funerale dal quale evincere la sentenza
giusta da sputare in faccia all'avvocato giusto, avessi saputo fare
buon uso del congiuntivo quella volta che venni dentro di te solo
perche avevo letto su focus che 2 giorni dopo le mestruazioni la
probabilita di concepire e` zero, non molto bassa, ZERO. Febbraio coi
suoi trentuno giorni e le nuvole che si fanno i propri cazzi anche
quando dall'interno della mia capsula iperbarica respiro lentamente,
inumidendo le labbra consigliato dal soffitto, il mio amico d'infanzia
beige, un soffitto che della mia infanzia non si ricorda quasi niente
ormai. Avessi accettato i fili intrecciati dell'immondizia
universitaria, digerito la massa marrone di quel fuoco che si spegne
affrontato dalla demenza fattucchiera dei clown mal vestiti, la gente
istruita ed accomodata lo chiama tirocinio, lo chiamano percorso, e vi
sono nel mezzo di sta' poltiglia incomprensibile i punti, v'è
addirittura un punteggio che va considerato, preso seriamente, e` gente
che va presa sul serio nonostante le mie rare doccie, la TV spazzatura,
i coriandoli, le bombe sulla testa di esseri umani sprezzanti, lungo
gli yottabyte d'astio che del modello standard hanno fatto una
macelleria dal quale Leibniz non avrebbe comprato nemmeno una bottiglia
di sangue caldo, da regalare all'ospite di turno.
Amesso che fosse interessato allo scopone o privato del suo telecomando, ma di questo non si puo' essere certi.
I
giorni passano e le briglie canzonate del frigo vuoto generano
riverberi. La musica che faccio non se la caga nessuno, le persone con
cui suono mi dimostrano la loro psicopatia nel giro di una settimana.
Carlo spinge sull'analisi e sul precipizio dal quale e` necessario
gettarsi, mi prepara un aiuola incolta in modo che possa schifarmi
adeguatamente al suo cospetto, e argomentare su dio quando dio ha altro
da fare (se esistesse meriterebbe una pensioncina anticipata) e il
sillabbario di Marco riduce la frenesia di una parete sigillata a mera
vibrazione. Non me ne frega un cazzo delle forme d'onda, dei vecchi
sinth o del vino che sa farsi versare abbondantemente. Maniaci,
adolescenti inquieti in cerca della mamma o dell'amicizia fraterna,
timorosi e sociofobici e presi dall'astuta visione-spettro del successo
incalzato dalla pecunia, dai culi che vengono sbattuti tergiversando
goccie bollenti col trionfo della panda senza benzina, col cambio di
marcia e lo stop premeditato.
Lavoriamo bene insieme, ma distanza ragazzi, non dimentichiamoci della distanza enorme che ci separa.



