..questo blog e` un incentivo sull'ego spiovente del martedi. Evitalo, visto che hai sempre ragione.
mazxim | 09 Agosto, 2008 01:34
Una cosa non so fare: parlare al telefono. Capita che mi viene una specie di balbuzia e mi ingarbuglio in frasi che non so, concetti che non conosco, persone che non ho mai visto. Dall'altra parte c'è sempre o troppo rumore o il cellulare ha problemi o il segnale, interpreto i cali di tono dell'interlocutore come un qualcosa di negativo che non sopporto e cerco di riparare ma è tutto inutile, l'abrasione macellaia dell'incomunicabilita' ha fatto centro nel cuore scoperto di chi si da un gra da fare a gesticolare e a ruotare gli occhi.
Non scrivo da chissa quanto tempo. Non ho una vita sufficientemente interessante e le bolle scavano dentro e fuori fino a fare la brutta figura che si meritano. Non importa quanto possa essere importante la persona che si trova dall'altro lato, interpreto le pause come un cedimento della parte bassa di uno spazio che non mi appartiene, sternuto egoico e movimento della mano che da sollievo. Il fatto che non mi rilasso e penso poco e dico niente. Meglio un ventilatore accesso a questo punto. Magari esistesse un farmaco, un joypad, una ciabatta che ti dice cosa e quando fare lo spostamento, arguire le note della batosta fa sempre male specie se dovevi incontrarla e non succede "non ti preoccupare, davvero, fa niente"
Forza Gary!
mazxim | 06 Maggio, 2008 01:15
mazxim | 23 Gennaio, 2008 10:57
mazxim | 26 Dicembre, 2007 19:10
mazxim | 30 Novembre, 2007 03:03
mazxim | 24 Novembre, 2007 06:15
Non so fino a che punto possa servire semplificare all'osso determinate questioni sulla vita che va, in termini di mi piace o non mi piace. Gli adolescenti ci provano pensando distrattamente che magari se pensi davvero a certe cose, se ci pensi intensamente, davvero, magari ne vieni a capo prima o poi quindi ha senso, continui con le tue ricerche e i tuoi coraggiosi tentavi, se sei un adolescente. Le persone adulte, se cosi si puo' dire, hanno gia' avuto le loro belle mazzate, le persiane socchiuse nel pomeriggio inerte di novembre, le persone adulte hanno solo voglia di sbarazzarsi della paura, di finire un conteggio, di essere cio' che vogliono essere edonisticamente malcelando l'inconsistenza delle percezioni, inseguendo simulacri laddove un lamento prende forma nell'atto di pagare qualcuno per qualcosa .
Non mi piace il mare d'inverno e le persone che invecchiano. Non piacciono le domande dirette, la superficialita' della ragazza che mi da' un volantino ad una fiera, non mi piace il tavernello e la provincialita' di mio padre, mi piace riaddormentarmi dopo essermi svegliato e per qualche motivo aver interrotto un sogno strano e riprenderlo e controllarne i risvolti come se si trattasse di un film, mi piacciono i cani e i gatti che prendono il sole una mattina mentre il mondo rischia sul serio, mi piace pensare che un gatto possa capire parte di quello che gli dico, non mi piacciono le cucine sporche e/o disordinate, mi piacciono le comparse da idiota e la sensazione di essere un perdente, non mi piace che si tiri fuori l'argomento della morte mentre sto cucinando, non mi piace l'aggressivita' espressa in modo vigliacco contro gli indifendibili, mi piacciono gli uomini di scienza e l'astronomia quando ti rendi conto che trovare la stella polare tutto sommato e` semplice, mi piace l'idea che l'universo abbia avuto un inizio e che si sappia poco di noi stessi, non mi piace l'uomo-mente dal punto di vista del materialismo riduzionista e non mi piacciono le universita a pagamento e le strade a doppio senso. Non mi piacciono le donne stolte e prive di senso dell'umorismo specialmente la sera, mi piacciono le ragazze tristi che si credono per qualche motivo brutte, sbagliate, ma che in realta hanno fascino al punto che mi sento sbagliato io a contemplarle, mi piacciono i letti a castello all'ultimo piano di una casa in montagna quando sono le 4 del mattino e l'odore dei materasso sul quale mi riverso vestito, non mi piace che un amico di vecchia data si aspetti da me l'imprevedibilita' sostanziale che ci si aspetterebbe altrimenti da un infatuazione verso una persona che non si conosce e che per questo non si puo certo voler 'bene' ma nei confronti della quale si puo inizialmente solo provare un certo 'interesse', cosa che non ha niente a che vedere con l'affetto implicito nell'amicizia, non mi piace il rap e quell'atteggiamento da vaffanculo stereotipato, non mi piacciono le ragazze fisicamente attraenti, garbate e con la pelle liscia e che tentano di dimostrarmi quanto sono intelligenti, non mi piace stare 12 ore davanti al monitor senza capire bene che cazzo sto facendo, non mi piace l'obesita' di mia nonna e la morte che incombe su di lei, mi piacciono i paesi del nord europa e la basse temperature ma non mi piacciono i buracrati e gli avventori mezzi sessantottini che non sanno usare la Rete nemmeno per la ricerchina stronza del figlio deficiente, mi piace l'inesorabile deterioramento di tutto cio' che e' organico, mi piacciono le informazioni poco reperibili e l'impenetrabilita del mito, non mi piacciono le feste di laurea, non mi piacciono le feste in cui il festeggiato si fa identificare attraverso una qualche forma di autocelebrazione tipo il raccontino di una storia spassosa dove v'e` un profressore odiato e uno studente esigente, non mi piace che si confonda un tricotillomane per un narciso, mi piace il lusso e l'accumulo di beni rari, mi piacciono i pianoforti a coda, mi piace Luttazzi e il suo naso storto, non mi piace colui che ha avuto tutto e che poi si mette a raccontare di aver fatto un lavoro umile, di aver ceduto questo o quello al bisognoso, questo o quell'altro insulso sacrificio per cercare di convincere chicchessia che ha fatto la gavetta e che quello che ha e` il frutto di cio' che ha saputo mettere insieme, mi piace colui che sa farsi capire nonstante continui a pronunciare male alcune parole, mi piace la verita' detta da chi e` abituato a mentire a se stesso, mi piace pensare che l'effetto di una coscienza sia riproducibile attraverso algoritmi e che per questo si debba allargare la discriminante verso tutto cio che non e`umano al fine di ridurre l'umano a mera intenzione fondata sull'automovimento del se precedente, non mi piacciono i giri di parole, mi piacciono le labbra di una mia ex che mi tornano in mente quando sono in macchina in mezzo al traffico. Non mi piace niente certe volte, specie quando non la finisco piu di ridere o di spegnere l'abat jour.
Mi piace l'idea di questo post ma non mi piace questo post.
Ma chissenefrega.
mazxim | 06 Ottobre, 2007 02:41
mazxim | 18 Settembre, 2007 22:12
Mia zia e` una persona avida e rompicoglioni nonche' mediocre e conformista. Le sue figlie hanno avuto un bel trattamento da subnormali e oggi ne risentono e ti pareva che la mini-laurea conseguita dalla piccolletta non potesse creare ulteriore psicodrammi, malcelati sboccamenti vanagloriosi - la grandicella ha sofferto come una bestiola in calore dal momento che la piccoletta non ha avuto almeno la sfiga di presentare deficit fisici evidenti - per questo le si e` data la priorita, un quarto d'orecchio prima di andare a dormire, tutti i regali minchioni con al seguito tutta la morte natalizia dove neanche la psichedelia di rete 4 riusciva a farla da padrone. La piccoletta e` cresciuta viziata in mezzo a persone volgari e ossessionate dal cibo. Una casa, da quel che ricordo, che puzzava di demenza senile, di decomposizione, di madonnine di ceramica comprate durante un indimenticabile pellegrinaggio a Taormina, al quale e` immediatamente relativo un infortunio e una storiella divertente per lobotomizzati.

Io odio questo genere di miseria, mi rattristano le loro immagini dovute, i loro squallidi scafandri al quale sono legato per un pezzo tramortito di DNA spacciato. Sono rintracciabili, fanno festa e m'invitano perche' la piccoletta ha avuto successo e non importa che sia venuta fuori una lucertola dislessica incapace di lasciarsi sfuggire un rimbombo di acume tanto gradito quanto segno inequivocabile che le cose sarebbero potute andare diversamente se solo non vi fossero stati gesu, il settimanale 'cioe', l'incesto, le sottoculture mistificatrici, la seconda guerra mondiale, le mafie e il patriarcato, l'ignoranza e il consumismo, l'ignoranza di cio' che eravamo, l'incontrastata bocciatura dell'edonismo, la religione pervasiva e ruffiana, lo stato soggiogato dai virtuosismi del vaticano e dalla pretofilia, la televisione anni '80 (a parte l'almanacco e Sabrina Salerno) non vi fosse stato l'oroscopo, i bambini con il lessico di uno stupratore, le ore rinchiuse a casa ad ascoltare l'inconcepibile astio della nonna quota 105 chili di maiale tritato non solo la domenica, non vi fosse stata l'incivilta o l'incapacita' di reagire al sopruso, la volonta di vivere con l'immondizia, delle parole, dell'oggetto frantumato, della ripetizione ossessiva, a pagamento - beh, forse adesso sarei contento, magari mi sarei trovato altrove - forse non sarebbe successo, nessuno di noi avrebbe avuto l'occasione di conoscersi, avremmo pensato ad altro - avrei potuto contemplare la storia e la texture dell'emmental che vi appiccico sopra quasi fosse un punto e a capo.
mazxim | 13 Settembre, 2007 03:00
Se dicessi che la vita non mi soddisfa potrei essere scambiato per un nullafacente, chesso', un figlio di puttana qualunque che pensa all'altro lato del pianeta come un posto in cui si vive bene veramente, dove puoi esternare un dissenso incerottato alla bugs bunny e scoprire le gioie dell'acquisto semplice, ausiliato dallo stato forte, di una macchina a 2000 euro col display di bambu' iodizzato che dice '20 Km/orari - buongiorno Ryu' mentre un robot te lo maneggia sussurrandoti Shakespeare rivisitato dal CEO della Sony quando un compleanno non s'avvera. Se dicessi 'Hiroshima non conta' solleverei un pantano insignificante dal quale solo poche anime instupidite ricaverebbero la statuetta irriconoscibile della bomba, sebbene abbia almeno TRE cassetti da rovistare insieme all'accoppiata 'sesso+amore' - che mi regala tonnellate di spunti di riflessione sui piatti da lavare, sui tovagliolini sprecati col fare elegante della mosca da subappalto pronta a intevenire sulle questioni di carattere scrocco-attitudinali, nella forma bambino fluorescente quanto basta.
Eppero' non parlo con mia sorella. Lei ha il suo modo di vestire, il suo modo di eludere la cronaca del tg2 e tutti i colori di una seduta spiritica. Non roccolgo fiori, non li mostro all'oggetto del desiderio vacante, aspetto che la scienza scopra l'infondatezza di certi costrutti adagiati sulla superficie dell'intelletto profondo che assimila, basti lasciare che Chronos biasimi quell'abajour bestia che ti si scuote accanto. Non parlo della scuola, non accenno ai fiammiferi sprecati per non inimicarmi le rockstar del futuro. Ricordo la busta dei giocattoli, scendevamo in cortile e lanciavamo una ford escort contro il muro, questa veniva raccolta e rilanciata contro il muro. Poi qualcuno mi tirava il pallone in faccia di proposito, io soffocavo come una lelucertola sopravvissuta ai dadi del dio che non vi gioca (adesso non me ne fotte un cazzo, ma siamo in occidente ed io estrinseco la banalita e l'avvicinarsi coatto della morte in seconda serata) la vita e' stupenda quando il sole scoppietta d'intonaco, hai le ruote terapeutiche come il malato inosservato mi tiri in ballo la staffetta e un antenna poggiata sullo spigolo.
Se ve lo state chiedendo, ecco, questa e' la noia.mazxim | 21 Agosto, 2007 17:30
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