sogno e bisogno
mazxim | 30 Maggio, 2006 15:41
A volte faccio dei sogni che mi appesantiscono, una roba deteriore che si dipana lungo la trama del rumore
e il contorsionismo della notte, nel buio artificiale della mia stanza.
Rivedo alcune delle ragazze a cui ho dedicato molta attenzione in
passato, le rivedo attraverso i vetri opachi del tempo trascorso, che
me le fanno ritornare
imperscrutabili, proprio come avrei voluto che fossero. Poi subentra la
voce di un mio cugino che accenna alla rivoluzione armata. Come
vaporizzate nell'aria, le suggestioni ricamate sull'orlo di una crisi
di pianto mi rigettano sul materasso con forza, che non ha mai fatto
altro che molleggiare e farsi mettere i piedi addosso (un bel
atteggiamento). Aspetto che il risveglio trovi il suo reale
movente, prima di consentirmi di precipitare. Sposto tutta quella merda
dalla scrivania con un gesto ed emetto del rassicurante moccio, proprio
come alla corte di re Artù, mi metto ad elemosinare da google
frammenti d'informazioni su di loro, con l'infausta speranza che tutto
sia davvero cambiato. Sospetto che i loro nomi siano diventati vieppiù
concime per vetrine
abbandonate: sto forse imprimendo relativita' al gesto e al suo fine,
scorgendo nell'incoerente indicizzazione il famigerato nulla.
Lascio in pace la mia prostata. L'umanita' non vuol piu credere a i suoi occhi.