il pallino di pinco

..questo blog e` un incentivo sull'ego spiovente del martedi. Evitalo, visto che hai sempre ragione.

if in doubt, mumble.

mazxim | 22 Giugno, 2006 15:59

Tutto quello che è avvenuto vale la possibilita' di esternare sensazioni stemperate sopra lo zero, il semplice averti vista e intercettato vicino il mare, di fronte al buon numero di anime appagate, tese insieme dalla continuita' irrudicubile della pietra dura, dalla quale farsi carezzare. Avviene questo, secondo il nervo censorio: raduno di biciclette, identificazione del buon umore dei compagni, compimento delle principali operazioni di accomodamento dialettico con conseguente arrotondamento e perifrasi della iridescente antinomia "io-voi" - realizzo' che il crollo è gia avvenuto, che il denial of service della sfiga coatta mi fa da contorno irremovibile, anticipando il buio e il gesto, scomparendo oltre i miei capelli vergognati. Allora è accaduto che passeggiavamo lungo il sentiero abilitato dalle altre ruote, squisitamente complici nell'amalgama degli intenti ecologisti e ti ho seguito col preciso intento di superare l'ennesima difficolta' cognitiva, zigzagando le molteplici complicazioni vuote del non saper decidere e far proprio il momento vero. Tu sei del New Jersey, mi dici, e pedali come fa una farvalla quando scopre di averci le ali per librarsi in volo, altera quanto proverbialmente implicata e protesa. Parliamo: mi dici cose che interessano me e forse l'umanita' tutta, se solo le persone avessero l'inferno destrutturato dentro, come ce l'ho avuto io durante quel dolce accompagnarsi. Decido di esplodere ancora affinche' tu possa raccogliere i pezzi tremuli, in caduta dalle alture ignorate. Durante la pausa al parco, mentre le persone invisibili mutavano verso forme sempre piu evanescenti, le tue mani raccontavano ancora di universi inaccessibili alla mia sospesa attenzione, e non sapevo cosa fare, ti ho cercato nel baratro di un sacchetto di tabacco pronto a farsi benedire dalle scorse pedalate. Ti chiami Caitlin, e avverto (il presente compromesso) il bisogno di chiederti che musica ascolti di solito, perche' 15 anni ce li ho ancora ineluttabilmente al cospetto di cotanto splendore. Il tempo scorre cosi come l'illusione viscerale del suo estinguersi, seduce questa massa di biciclette radunata dal verbo e la fame d'innocenza, mi continua ad essere l'eccezzione d'una realta' altra fatta di suoni eterni - lo spettro d'una forma d'onda che se ne sta li a farsi comprendere, come i peli del pube irti della bambina che sei (in senso figurato?). Si decide e ci sia avvia verso il mare, non riesco a smettere di osservarti, le tue parole riempiono ogni spazio informativo latente, si sostituiscono alle mie vene smunte. Il cielo stellato e il ritmo irregolare delle luci lontane mi da la sensazione d'essere su un palcoscenico trivellato di colpi messi a segno. Non capisco il perche del tuo starmi vicino, ho la sensazione di risultare goffo, banale, d'essere la fotocopia illegale del mentitore e del suo paradosso. Ma ti avvicini col fare cortese e inspiegato dello spettro felice. Accadono molte cose durante le quali mi vengono fuori dei discorsi sulla letteratura americana che non conosco, e ti dico delle cose che mi farebbero sorridere e le dico col fare del commerciante che sa far trascorrere il tempo, e tu annuisci, ma il tuo annuire è come lasciare che lo spazio tra me e te si accorci senza misure condivisibili. Poi cominci a spogliarti, intenzionata a immergerti per un bagno notturno. Vedo anche altre persone fare lo stesso, osservo con un contegno maldestro bellissime ragazze spogliarsi esibendo glutei scolpiti dalla genetica riuscita, ma la mia attenzione è drogata del tuo esserci, e osservo il tuo corpo spargere energia elettrica pulita e trasformarsi in luce. Aspetto che gli istanti si sommino tra loro per diventare minuti, poi decido di raggiungerti immergendomi a mia volta, per cercarti, per dare un senso alla mia vita in mezzo ai simboli. In acqua i cerchi e gli elissi della volutta' si sedano lentamente, rimangono le odissee euristiche del mio avvicinarmi, che non sembra piu mio. Faccio di tutto per godermi l'isolamento sensoriale e faccio di tutto per reprimere disumanamente la smisurata voglia di dirti quanto sei bella, ma tu non sei semplicemente bella, sei un meraviglioso capolavoro d'arte concepita per attrarre sul fondo d'un bicchiere la protesi dei miei occhi. New york non ti piace, me lo hai detto. Il tuo lavoro qui ti ha assorbito piu di quanto tu non volessi. Non voglio toccarti, posso solo sfuggire empaticamente dalle briglie d'una confessione molesta che finisce per dirmi quello che non saprei realizzare osservando i pianeti.

Domani parti. Vai a farti una vacanza, ma tutto cio che faccio e appelarmi al tuo sorriso: torna, è quello che ti chiedo.
Stasera si sono registrati terremoti e devastazioni, gigantesche prove dalle quali imparare a comportarsi senza definizioni in vista di ulteriori macabri riscontri.
Ti sei lasciata baciare da una fluttuazione muta, senza forma ne colpa, e ti ringrazio patendo oltre la certezza delle tue linee, il tuo possibile ritorno.

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