dispiace, mi.
mazxim | 14 Novembre, 2006 16:21
bah, adesso ho mal di testa, leggero e sopportabilmente terribile, come
una voce di cameriere che ha dovuto sostituire una ruota un sabato
sera. Mi prende da un lato della testa, assesto bene due o tre colpi,
all'interno del cranio i soldatini marciano sulle molteplici dinamiche
dei fluidi, obbediscono al siero della connessione, si sacrificano
sull'altare dei bei pensieri che furono (escludo che abbaino in se'
anche delle belle parole). Ho cambiato marca di tabacco, doveva essere
tutto piu bello, piu biondo e meno umido, avrei avuto la sensazione di
parlare di Durkheim con molta disinvoltura parafrasando febbrilmente
il mio contorno allo specchio, e invece eccomi qua dirti che non solo
cammino sulla neve e lascio le traccie, ma anche che ti amo, lo stesso.
Basta,
m'innervosisce assai dover sentire per l'ennesima volta boiate
sull'astrologia, tesoro piantala di oroscopare, Orfeo ha bisogno di una
direttiva, di piu matrici, di meno talco o sapone, persuadilo che non
sta davvero perdendo l'ultimo treno per Valencia, ripetiglielo mentre
gli servi tante buone patatine su una forca incandescente, vedrai
l'effetto della conversione, in binario, dei suoi acciacchi, aspetta
pazientemente che dica "tutti abbiamo acciacchi è vero" prima di
mollargli tutta l'aspirina che vuoi.
Toni assertivi, che schifo.
Vado
a una festa, mi siedo e scruto chi mi sta intorno. Bevo del te' al
mandarino, me lo gestisco fino in fondo, quasi me ne compiaccio,
accompagno le mie deboli proposizioni con tutta la gestualita sovra
sensibile che riesco tener su', poi mi allontano anni luce dal nucleo.
Mi guardo le spalle tutto il tempo.
Va a una festa, si siede e
scruta chi gli sta intorno. Beve il suo te' al mandarino, lo gestisce
fino in fondo, accenna ad un compiacimento incondivisibile, accompagna
le sue deboli proposizioni con tutta la gestualita' sovra sensibile che
riesce a tener su', poi si allontana anni luce dal nucleo. Mi guarda
tutto il tempo.
Rivisitiamo Einstien. Dispiacciono queste cazzate, vacuum del sentire. Il tempo va impiegato, ne ho dribblato appena un barlume.