Giovedì, Giugno 28, 2007

uso improprio della voce

Ho dovuto passar del tempo con lui. Antipatico, egocentrico, un tipo che mi ronza attorno guardando inclinato. Una testa di cazzo, un mediocre, un parassita che indulge sulla sensibilita' altrui quasi si trattasse di un lavaggio a secco.

Ha la testa rasata e due coglioncini con le antenne e guarda con la testa inclinata come un coglione.

Dice in continuazione di essere un genio ma pare un mediocre che va alle feste e si ubriaca traendone spunto per potersi giustificare come uno SBIRRO come quando ti parlano degli sbirri e mi pare anche uno pseudo/artista perche gli pseudo/artisti rompono i coglioni quando non CAPISCONO di stare a dire minchiate mancando di delicatezza verso persone che, per amor del cielo o della fogna, hanno addirittura la capacita' di sopportare la loro insulsa megalomania nociva peraltro al fatto d'esser pezzenti con la doppia zeta.

Se lo incontri in un centro sociale comincia a dire che nutre in se' delle personalita' multiple per porre in atto discorsi noiosi sulla sua vita da mercante avvoltoio e sul fatto che la vita e` dura e lui la sa' capire con la pistola perche la pistola gli serve per capire la gente ed ammorbidire la sua rozzezza, il suo laconico cinismo e la bieca vilta' con cui affronta gli oggetti intorno a se' in mezzo ai quali ci stanno le persone che capiscono quanto sia balorda la sua inutile esistenza e lo mandano affanculo pensando che sia un pezzo di merda che fa discorsi sofistici e apologia di nazismo e usa intercalari come "a mio modo di vedere" o "Cosa significa? Questo significa" come un lupo mannaro che si strappa via i genitali stravolto dal fascino delle parentesi rotonde come la sua esemplare faccia di culo.

Poi sbrodola con altre minchiate e usa una tecnica da maniscalco sottodotato qual'e` che descrive tipo un bel viso a cattivo gioco mentre ancora stalli esterrefatto incerottato fresco dalla sua malaugurata presenza, rifiuti di credere al dolce garbo dell pasta barilla che sia perdincicavolo capace di essere cosi falso e al tempo stesso fottutamente negatore dell'arte, un conservatore in decomposizione, nichilista del centesimo perduto, vittima dell'uccello moscio che non vola, bevitore del proprio vomito a merenda con la tv accesissima, demenziale come un carciofo precipitato sulla salsa di pomodoro tiepida che ti sporca la camicia senza baffi e scassi pure la minchia a tua madre che ti prepara da mangiare al soldo del tuo parapendio pelosetto posseduto dal pannolone.

Poi dice di fare musica geniale e che gli manca solo il computer ma non gli manca sto computer, semplicemente non lo sa usare e spara a quattromila sul jazz di bucodiculo irlandese che piscia merda sulla platea mentre si contorce per far vedere come sono veloci il mignolo e il medio sudaticci ed evocanti, uscenti dalla breccia occulta d'ano sfondato che ha in mente e pretende applausi e pretende attenzione perche' lui fa cose inedite tipo ficcarselo nelle orecchie e comporre.

Poi non lo vedo piu'.
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