Domenica, Agosto 12, 2007
rete altra
a fuori il bosco vive, autonomo
alcuni rumori neanche li si percepisce
da sotto la coperta quei due computer accesi fanno
fatica a comprendersi
dal commiato di un ombra ricavo
traccie, tunnel rettilinei
dagli attoparlantini
caparezza mi urla l'odio del condannato
lo spazio esterno viola la sua immacolata trasparenza
i tasti fanno pena.
riservo allo sciame meteorico un bel po' di noia
agli anziani l'esclusione del marcire
gli animali volanti s'accoppiano per miracolo
il vino buono riposa con un po' di plastica mangiucchiata
..troppo lungo, sapessi tirarle fuori vive
lettere vivaci
l'attenzione petulante dello scopritore di lucertole
passa inosservata.
i sapori dello scorso inverno si
autoevidenziano compiaciuti a ridosso di un
polmone scoppiettante
s'alza la marea d'un sentire invidioso
rivolto al gelo della tua fronte immensa
ma immensa e` anche la collina dietro di te
che con la collina cristiana immaginata, sovrapposta alla chiesa sgocciolante di cera
c'entra niente.
kismet non vede
e` la penombra sciacalla che s'approfitta tutta insieme
del tuo ricercare avveduto
un dns addormentato dal silenzio
il silenzio delle news, che nasce per finta
vince sugli altari intossicati, banali
automatismi dell'evincere
attingono
contenti
da un immensa base dati fatta di pecore maciullate
temporali e vecchi libri di Mark Twain
strappati al fiocchetto di ragnatele
come quelle dell'amore che non puo' esserci
essendo stato.



