Martedì, Agosto 21, 2007

apri la porta

Mia madre oggi, mentre sonnecchio col caldo e i vestiti appoggiati sulla lampada, mi dice "eeh io senti, voglio imparare a suonare la chitarra, me lo insegni?". Non so che dire, mi manca il senso critico e mi copro la faccia. "Apri la porta, entra" le dico, nel frattempo cerco qualcosa sbadigliando. Possibile che sia davvero ben intenzionata a imparare la chitarra? Mai pensato che potesse sbrottare cosi di punto in bianco, come se avesse deciso di sollevarsi a un chilometro d'altezza e rimirare i campi di cotone con la gonnella tipo 'io ce l'ho profumato'. Penso per un minuto all'insalata di mais e tonno, ma non ve ne frega un cazzo giustamente e questa soggettiva starebbe sui coglioni persino a lei, se fosse nella condizione di sapermi morto o disperso avendoci pero' nel cassetto un qualche mio borioso appunto scritto a mano. Per imparare la chitarra ci sono diverse cose da fare e bisogna pensare senza tregua intanto a una cosa: nessuno e` negato per la musica, non significa un bel cazzo che ti si dica "non sei portato" mentre tu stesso t'inventi cagate paranoiche sul barre' che e` difficile da fare, quasi impossibile. Dal momento in cui ti si creano i calli a i polpastrelli hai gia' superato la distrazione dovuta al leggero dolore che si prova all'inizio, dovuto anche allo stress inflitto alle articolazioni. "vabene, allora. Che canzoni ti piacerebbe suonare?" le chiedo, so bene dove voglio andare a parare e conosco mia madre al punto che mi pare d'intuire che se non la stimolo a modo in questo frangente potrei benissimo farle passare la voglia, ingiungendole (involontariamente) l'idea che e` troppo complicato e visto che in genere neanche ascolta tutta sta' musica, sarebbe del tutto velleitario. Ma lo faceva, conosce un bel po di roba anni '60 e '70 ma la sua attenzione e` maledettamente assopita dall'immondizia televisiva, sebbene compulsivamente dimostri una certa sensibilta' rispetto al valore del mio cazzeggio, vuoi il bisogno d'estraniarsi dalle routine attraverso il canto libero, vuoi la perseveranza con la quale spinge con l'uncinetto, "visto che sono brava?" mi dice con quell'aria sorniona tipo 'ok il prezzo e` giusto'. Sono tornato ieri sera da una settimana di bivacco che stavo davvero fetendo, proprio una merda. Che bella la doccia quando sei davvero un fetente. Un giorno mi sono dovuto addirittura barcamenare dentro un cessetto pubblico, di quelli di plastica dove l'acre odore di candeggina si mischia a quello della merda degli altri in un sodalizio vincente come le scimmie di quel film. Non che abbia mangiato chissacche' in sti' giorni, insalate di mais, panini, panini al tacchino. Mi sistemo alla buona, do' una ripulita tipo 'non sono stato io' alla tazza, praticamente non c'e` un vero e proprio scarico d'acqua piuttosto una leva, un pezzo di ferro che va' tirato su e giu diverse volte prima di sederti. Ma lasciamo stare la leva. Il problema e` che in quel punto batteva un sole forte, micidiale, quella candeggina mista a merda evocava una guerra batteriologica dentro di me ma anche fuori non e` che si stesse tanto bene. Per dirla breve, alla fine cago. Sudo. Dico 'porca puttana'. C'ho i fazzolettini e tutto nella borsa che ho con me. Mi netto l'ano manco fossimo a Sanremo. Abbondo con la carta perche voglio essere sicuro che sfugga proprio niente al dominio della ragione, anche perche' mi scoccia visto che sono senza mutande, andare in giro durante la festa puzzolente come un cristo, magari piaccio a qualche femmina perversa ma poi le faccio schifo quando scopre quanto sono fortunato. Quello che produco, cio' che ho esperito durante la genesi della creatura sta' li, lo guardo. Ricordo di un amicoche diceva, un giorno, che in quei casi si tratta di "penetrazione al contrario" e lo devi accettare. Il mio sguardo incredulo si sofferma pure sul dettaglio, a quella cosa mancano le ali e un sistema nervoso, penso, se l'avesse potrebbe benissimo trovare lavoro al supermercato, forse. Lavorerebbe in nero, forse. Domani io e mia madre faremo la canzone del sole, forse. Ci sono troppe cose che non capisco quindi adesso mi accendo una sigaretta.

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