il pallino di pinco

..questo blog e` un incentivo sull'ego spiovente del martedi. Evitalo, visto che hai sempre ragione.

dispiace, mi.

mazxim | 14 Novembre, 2006 16:21

bah, adesso ho mal di testa, leggero e sopportabilmente terribile, come una voce di cameriere che ha dovuto sostituire una ruota un sabato sera. Mi prende da un lato della testa, assesto bene due o tre colpi, all'interno del cranio i soldatini marciano sulle molteplici dinamiche dei fluidi, obbediscono al siero della connessione, si sacrificano sull'altare dei bei pensieri che furono (escludo che abbaino in se' anche delle belle parole).  Ho cambiato marca di tabacco, doveva essere tutto piu bello, piu biondo e meno umido, avrei avuto la sensazione di parlare di Durkheim  con molta disinvoltura parafrasando febbrilmente il mio contorno allo specchio, e invece eccomi qua dirti che non solo cammino sulla neve e lascio le traccie, ma anche che ti amo, lo stesso.
Basta, m'innervosisce assai dover sentire per l'ennesima volta boiate sull'astrologia, tesoro piantala di oroscopare, Orfeo ha bisogno di una direttiva, di piu matrici, di meno talco o sapone, persuadilo che non sta davvero perdendo l'ultimo treno per Valencia, ripetiglielo mentre gli servi tante buone patatine su una forca incandescente, vedrai l'effetto della conversione, in binario, dei suoi acciacchi, aspetta pazientemente che dica "tutti abbiamo acciacchi è vero" prima di mollargli tutta l'aspirina che vuoi.

Toni assertivi, che schifo.
Vado a una festa, mi siedo e scruto chi mi sta intorno. Bevo del te' al mandarino, me lo gestisco fino in fondo, quasi me ne compiaccio, accompagno le mie deboli proposizioni con tutta la gestualita sovra sensibile che riesco tener su', poi mi allontano anni luce dal nucleo. Mi guardo le spalle tutto il tempo.
Va a una festa, si siede e scruta chi gli sta intorno. Beve il suo te' al mandarino, lo gestisce fino in fondo, accenna ad un compiacimento incondivisibile, accompagna le sue deboli proposizioni con tutta la gestualita' sovra sensibile che riesce a tener su', poi si allontana anni luce dal nucleo. Mi guarda tutto il tempo.
Rivisitiamo Einstien. Dispiacciono queste cazzate, vacuum del sentire. Il tempo va impiegato, ne ho dribblato appena un barlume.

quel tipo

mazxim | 02 Novembre, 2006 16:19

..quindi parlavo con quel tipo, un immigrato che sembrava del madacascar, vaghezza, non ricordo. Ad un tratto venne fuori il discorso sulla fiducia, le amicizie, parlavamo di quel transessuale che mi aveva colpito con quelle frasi facete sulla vodka. Allora chi avevo davanti parlava di cose serie, si parlava dell'onesta' nel dire e del soffire, vedevo gli occhi e la testa rapata coperti dal buio.
Dice che fa la guardia. Fa la guardia a un mucchio di bottiglie dopo un concerto.
Io dopo essermi accorto di quanto sono buono, di quanto ce la faccio, aspetto che non mi veda, sapete perche? Addirittura per rubare una bottiglia di acqua, avete capito, acqua da bere.
Lui mi vede invece, non avevo mai deluso nessuno in vita mia con così tanta intensita', questa vita difficile diventava ancora più complicata.

Possa la sua saggezza aiutarlo a sopportare.

hardware: quel nano biricchino

mazxim | 26 Ottobre, 2006 16:18

bene, e` passata qualche settimana da quando la mio PC fisso e` morto. Ho formulato dentro di me diverse ipotesi da quel giorno - scheda video fottuta, cmos fottuta, scheda madre andata, cpu andata, alimentatore fottuto. Spulciati tutta una serie di forum sull'argomento, avendo fatto decine di prove, avendo patito inutile ansie, sono giunto alla conclusione che potrebbe essersi trattato dell'alimentatore, anche se non mi ha mai convinto il fatto che con un altra scheda madre l'alimentatore andasse piu che bene. Pensavo dentro di me che qulla merda di Thunderbird clokkato a 1 Ghz avesse tirato le quoia per colpa dei soliti motivi imperscrutabili. Oggi un mio amico mi presta una scheda madre dotata di socket 462 con tanto di Athlon XP 1800+. La ripongo con delicatezza sullo stuoino isolante che da qualche tempo uso per provare tutte quelle cazzo di schede madri che da qualche tempo popolano la mia stanza. Montato il dissipatore+ventola, scheda video e alimentazione (proprio l'alimentatore incriminato) accendo. Parte, la bestiola parte senza riserve. A questo punto posso scartare definitivamente l'alimentatore e mi si presenta come unica spiegazione possibile il guasto della precendente CPU sull'altra scheda madre. Guasto avvenuto per chissa quale cazzo di motivo visto che sia quella originale che l'athlon xp 2000+ - acquistato recentemente proprio per sfatare il dubbio -  sono stati montati e rimontati con extrema delicatezza ed accortezza. A questo punto, mosso da curiosita' legittima ed innocente, tolgo la nuova cpu funzionante per metterla sulla vecchia scheda madre. Mi interessa capire solo se funziona per cui la monto senza dissipatore, m'interessa in pratica vedere il monitor accendersi. L'accendo ma nessun segno di vita. Deduco che al di sopra di ogni possibile dubbio la mia vecchia scheda madre è fottuta, non si sa perche ma s'e` sfasciata. Tolgo quindi la cpu per rimetterla in sulla scheda madre prestata dal mio amico, la faccio ripartire e con mio sommo disappunto (ehm, giramento iperuranico di COGLIONI) constato che non riparte!! Schermata nera, nonostante il monitor pare accendersi per una frazione di secondo. Seguono una manciata di prove forfettarie per capire, per arrivare a capire che la realta e` una altra, agghiacciante: HO BRUCIATO LA CPU, l'ennesima fottuta CPU.

Pare che il mio averla avviata senza dissipatore per appena 6/7 secondi l'abbia mandata a morte inesorabilmente.
Ma porco cazzo, posso mettermi su ebay a comprare in continuazione CPU che si bruciano cosi facilmente senza esclusione di colpi alcuni? Basta !! Ho la stanza piena di cazzate, di schede e minchiate varie, ma non posso mettere su il fisso a causa di cpu fragili come spermatozoi (assodato che un athlon xp per friggersi debba arrivare a circa 80/90 gradi - come puo essersi fritta la mia essendo stata accessa solo per quel brevissimo lasso di tempo, peraltro non avendo avvertito nessuna puzza di bruciato e quant'altro? (la cpu non presenta alcun segno di bruciatura)

Dunque mi trovo ancora una volta in mezzo ad una catastrofe al silicio e NESSUN PC funzionante. Bastarda sfiga !!

le puttane

mazxim | 25 Ottobre, 2006 16:16

Le puttane ritroveranno l'amore
I soldati piangeranno
le tastiere diranno no alla semantica
ed io perdero' l'eredita'.

Ascoltero' il battito della plastica
che sciolta  sapra' dirmi addio.
Vivro' favole d'inquietudine
purche' le persone sappiano divertirsi.

trovo singolare
il manifesto, il movimento
cercano in tutti i modi di coprirsi
per trattenere il calore.

diro' che la differenza
consiste nel suo farsi favilla
che di attenzione manca
quando ogni cosa appare, invero, presente.

S-FIGA - ce l'ho e non me la vogliono dare

mazxim | 10 Ottobre, 2006 16:11

Lasciamo stare per un momento le configurazioni astrali e le dissertazioni improvvisate sulla iella, lasciamo da parte il risentimento, cerchiamo di capire come stanno le cose.

Martedi: mi reco in facolta per sostenere l'esame di pedagogia sociale. Vado in macchina e sono costretto a sostenere un traffico distruggi-umore, costretto perche' gli autobus fanno cacare e spesso ritardano o quel che è, e poi vaffanculo porto la bici con me molto spesso, lontano dal centro, ma QUELLA mattina avevo poco tempo, neanche il tempo di una pizzetta, che avesse potuto farmi riflettere sull'esistenza. Arrivato a destinazione, un quarto d'ora in anticipo, mi si dice che l'esame è stato spostato al dipartimento (dall'altro lato della citta), piazza dante, dove probabilmente 35000 quintali di automobili stanno sorridendo alla morte preventiva dei loro rispettivi conducenti. Mi catapulto fuori come una bolla d'ossigeno e finalmente arrivo, dopo venticinque minuti, sul campo di battaglia. Mi dirigo verso la cattedra un po' cencioso, penso tra me me di essere il migliore, del resto la platea sembra poter solo concorrere con le formiche - vedo pochi individui, ecco tutto. Chiedo cosa devo fare per iscrivermi alla lista e quanto pare ho fatto la domanda sbagliata: "che COSA? Ma LEI da dove viene?" questa fica rapata di una bismbetica aveva una matassa di capelli cosi orrendamente compatti e luminosi che mi hanno fatto desiderare per un attimo di poterne avere un ciuffo, uno solo, per potermici divertire da solo, mi hanno fatto desiderare di sborrarle in faccia, in modo che potesse infine capire che le volevo bene guardandomi inarcare le sopracciglie.La prenotazione, ecco cosa mi mancava. Peccato che io mi fossi attenuto strettamente al programma pubblicato sul sito della facolta, non riscontrando nessuna prescrizione in riferimento alla prenotazione.
La prof. è dello stesso parere. Mi vomita addosso la piu sconcertante e distorta serie di cazzate che abbia mai udito da un/a prof. - non tenta neanche di giustificarsi, questa troia da quattro soldi, dice solo che non è possibile che sul programma non ci sia scritto cio' che dovrebbe essere scritto. A digiuno, dopo aver attraversato l'inferno in auto, percepire quelle stridenti vibrazioni d'alterigia, beh, mi fanno venire voglia di fare male, fare del MALE.
Uscendo mi procuro una copia del programma in questione e ritorno alla sessione d'esami per farle notare foglio alla mano che, se i suoi occhi sono dannatamente miopi, non è un MIO fottuto problema, lo paghino loro questo errore, li escano loro questi cazzo di soldi per le tasse che contribuiscono a impoverire anche il mio minuto spirito, DEMENTI di MERDA !!
Constato l'errore la signora 'non conosco Kafka' non dice niente, si chiude in una stanza lasciandomi li, in attesa che le sfondassi la porta. La cosa tira talmente per le lunghe...che ad un certo punto ME NE VADO.
La prof. non ha al momento orari di ricevimento (rutto) le sue lezioni iniziano il 16 (rutto) motivo per il quale non sono riuscito a stabilire un contatto con questa stupida puttana. Nel frattempo mi preparo per affrontare altre situazioni delicate come questa. Eccola l'universita' di Catania, una palude di stronzi.

Mercoledi: di nuovo in macchina (perche? ci avevo una motagna di roba da trasportare e questo si, è un motivo), scendendo a Catania. Mi faccio distrarre una FRAZIONE DI SECONDO da un manifesto pubblicitario con la faccia di un tipo che somiglia a Morgan, quel genio presuntuoso dei Bluvertigo, durante la quale penso che potrebbe esserci un concerto, che potrei andarci, che potrei dirlo a Marina, che è bella la vita e che stasera c'è la luna - ma la mia twingo intanto si sposta leggermente verso il centro della carreggiata - un vecchio rincoglionito, perche doveva essere VECCHIO e COGLIONE, non poteva essere mica la donna a cui l'avrei leccata, sale con la sua golf, e senza neppure tentare di schivarmi (bastava buon dio un colpo di sterzata) mi pizzica ed io lo pizzico, costringendoci a farmarci per appurare il danno, e ddddio non scappo o altre cazzate, no, mi sentivo bene e filantropo, gia', comprensivo. Con lui grazie a nostra signora fortuna trovo: N.1 ex Maresciallo dei carabinieri (<> siamo soli come stronzi bagnati di fronte alla legge) N.2 ex finanziere (dietro a i suoi occhi ci vedo un rapporto incestuoso e qualche furtarello nei supermercati)
Grazie, grazie...grazie grazie grazie....scusi eh..grazie....arrivederci e scusi ancora...

Giovedi: Il mio PC. la settimana scorsa mi procuro della pasta argentata da spalmare sulla cpu e sul dissipatore, perche' quella al silicone si era seccata, il computer freezava spesso, la cpu scaldava TANTO.Tolgo la cpu delicatamente, mi appresto a procedere con la snutellata di argento, scaricando preventivamente eventuali cariche elettrostatiche, maneggiando con grazie e delizia IL componente, come un principe alla sua prima sega. Rimetto a posto il nocciolo al silicio, accendo. Non parte. Seguono alcune decine di prove durante le quali sorgono in me i demoni al metano fluorescenti, mi dico con esponenziale insistenza che la cpu, per motivi che hanno forse a che vedere con qualche inaccessibile realta' quantistica potrebbe essersi dannaggiata. Respiro. Controllo su ebay l'andamento delle aste riguardo ste' cpu della malora (leggi AMD thunderbird) - dopo avere appurato amaramente quanta roba viene venduta come non testata, decido cmq di accaparrarmene una per piu o meno 20 €.
Quando poi arriva sta sega di cpu, la provo. Non parte.
[n.b visto che la scheda madre parte ma non emette alcun beep, cioe' non controlla ne la ram ne la presenza della cpu o della scheda video, niente che possa essere riscontrato con l'esame dei beepcodes, supporrei un problema di alimentazione, ma l'alimentatore montato su un altra scheda madre funziona, il filo viola mi da i 5V, quindi fine della storia - piu o meno]

Venerdi: la sera, al rientro a casa, vengo informato che mio padre non si sente bene. Avverte dei dolori lancinanti al fianco.  Si suppongono coliche, mia madre gli da dei sedativi che non riescono a farlo cmq smettere di tremare. 4 ore di pronto soccorso, le flebo..le attese...l'ansia di mia madre...l'ansia in generale. Ma va bene, fossero questi i problemi.

Sabato e Domenica: le mie speranze di trovare una ragazza dolce e comprensiva si risolvono in una cena a base di patate e cipolle. Scorreggio ininterrottamente per le 48 ore successive e l'interessantissimo ed ennesimo sms mandato a Caitlin per farle credere che la desidero piu di ogni altra cosa viene, per motivi ignoti, spledidamente ignorato (la sua pertinenza sarebbe durata solo qualche ora) - Caitlin per favore, stammi lontano. Stammi vicino, disperdiamoci, proviamo a curare l'aspetto estetico della faccenda in cui siamo coinvolti - Provo un alimentatore acquistato alla fiera, esternamente davvero dignitoso, sul quale ripongo una certa speranza di far ripartire il PC. Non va, nel senso che a differenza di quello precedente non riesce neanche a far accendere la scheda madre. Chiedo gentilmente a mio padre, che di esperienza ne ha accumulato un sacco in questi anni, se puo dargli un occhiata. Dopo due ore di sostituzioni e prove e contro prove, il verdetto è decisivo: E` FOTTUTO, troppi componenti in corto, troppo tempo da dovergli dedicare. Meglio provarne con uno nuovo. Mi mando affanculo da solo.

Lunedi: esco dalla sala prove in quel di Paterno', una sessione interessante dalla quale vengono fuori delle registrazioni spaventose (come lo puo' essere un senso vietato in senso lato) - quindi carico la mia roba in macchina e ce ne andiamo, io e Saverio, torniamo a casa. Tornato a casa svolgo le consuete operazioni, quelle stracazzo di operazioni automatiche che il cervello si rifiuta di porre nel "buffer", tipo entrata a marcia indietro verso il garage, tirare fuori la roba, entrare in macchina, chiudere il garage col catenaccio, prendere la roba. Arrivato in stanza stramazzo sul letto vestito, mi faccio consolare dai germi.

Martedi: ore 10 AM - mi alzo sapendo d'essere in ritardo, o comunque superato dalla totalita' degli enti. Ma dove ho messo la borsa? La BORSA, dove tengo documenti cellulare soldi, eventualemente libri e riviste, dove MALEDIZIONE del pungiglione di sta minchia E`? Ricordo di come l'abbia potuta lasciare ieri sera vicino il portone interno che da sul pianerottolo. Ho preso tutta la roba, tastiera piedistallo laptop, ma la borsa? L'ho lasciata li. Forse. Interpello tutto il vicinato, chiedendo sorridendo, chiedendo soprattutto. Nessuno sa. Nessuno, tra quelli che alle sei e mezza di mattina vanno a farsi il culo a lavorare hanno visto una borsa vicino il mio garage, probabilmente in seno all'appiattimento cerebrale di quelle ore. Controlli incrociati, telefonate, attenzioni specifiche su tutti i cassonetti del circondario, niente. Quindi Ieri ho lasciato quella borsa di fronte la porta interna che da sul pianerottolo (sto in un condomio, s'era capito?...nel quale vive la cosiddetta "gente per bene") dovrebbe essere rimasta incustodita dalle 3:00 alle 6:30, le sei e trenta...orario in cui qualcuno avrebbe dovuto dunque avvistarla. A meno che qualche scalmanato nulla facente si trovasse a gironzolare in condominio in quell'arco di tempo, addirittura in zona garage - relativamente schermate rispetto all'esterno - la borsa doveva essere li, alle 10.
Ho in considerazione altre ipotesi, ma basta cari, davvero, ho pieta' di voi, cio' che conta in questo momento è la stronzata, la noia del dover rifare tutti i documenti nel caso non venisse fuori questa stronza di borsa , l'aver perso il cellulare, gentile regalo di mio sorella, l'aver perso un libro di Kundera "il sipario" che non era mio, che dovro' acquistare giustamente per renderlo alla proprietaria e chissa quanto costano sti libri, e su di me (povero cristo inetto, che pensa alla guerra nel Nepal) piu tutta una serie di osservazioni puntuali e precise da parte di mio padre su quanto sono sbadato, alle quali non mi permetto di replicare, perche trattasi di VERITA' e sincera voglia di ribadirmi l'idea di SBRIGARSI con l'universita' e di smettere di menarsela e di aspettare Godot.

Il pazzo che è arrivato a leggere fino a questo punto non me ne voglia, ma gli chiedo: Quale fede? Quale laicismo? Quale dentista? Quale carburante? Ma sopratutto, come si fa a vedere "requiem for a dream" e rimanere

'sta forma-diario della nespola ammuffita

mazxim | 02 Agosto, 2006 16:10

Capisco il sentirsi soli, ma da qui a pretendere il necessario solo perche' si è soliti sorridere di fronte al baccano inconsulto dei galli la mattina, ce ne vuole.
Capisco un po' meno lo stare a casa a districare nodi polverosi.
Non capisco il significato del sostare silenti rimirando il rovescio di una qualsiasi medaglia.
Non capisco i numerosissimi stand-by che appesantiscono il carico energetico nazionale.
Insomma dovrei prima di tutto lavarmi la faccia.

la povera gente

mazxim | 30 Giugno, 2006 16:09

Madonna che cazzo, tutto è cosi complicato (ecco che mi viene lo stimolo della cacca). Tutta sta' gente che giudica, ma che cazzo fanno, che cosa vogliono, l'integrita' morale non esiste, hanno inventato un tipo di ardore tautologico per cui anche il mio insignificante fiatare viene preso di mira, stravolto nel suo rigirarsi stantio per le vie di sta' Catania del cazzo, che volete? Rubare un attimo di sobrieta' al malcapitato che alcune cose le ha capite, volete che si sospendano interi anni alla ricerca del vero amore, volete che si voti per alcune faccie di merda il cui maledetto sorriso ho dovuto vedermi sbattuto in faccia in tutti i modi fottuti, volete arrestare la corsa del cercatore di sigarette, volete che la violenza torni ad essere causa efficente del mio personalissimo stress, specialmente quando cerco di ascoltare in macchina CD bruciati dal calore di questo inferno estivo. Ma sucate, chinatevi comatosi al tramonto annuvolato, sucate! Voi, che il sarcasmo possa ritorcervi la sua eclisse tombale voi di forza nuova, specie di sterco nauseabondo umido di sterile sborra negletta, fottetevi da soli fino alla morte, sappiatevi divertire con la polvere, coi fumi della vergogna invisibili del colto, fluido, discorso sulla impossibilita' di imitare la sostanza.

parcheggio

mazxim | 24 Giugno, 2006 16:03

e il timore è volere infrangere regole supportate dalla quotidianeta' in quiete. Dimmelo, Scapagnini, che mi ami, il tubo di scappamento assume un aria bizantina dentro quello striscioline poliziesche.

if in doubt, mumble.

mazxim | 22 Giugno, 2006 15:59

Tutto quello che è avvenuto vale la possibilita' di esternare sensazioni stemperate sopra lo zero, il semplice averti vista e intercettato vicino il mare, di fronte al buon numero di anime appagate, tese insieme dalla continuita' irrudicubile della pietra dura, dalla quale farsi carezzare. Avviene questo, secondo il nervo censorio: raduno di biciclette, identificazione del buon umore dei compagni, compimento delle principali operazioni di accomodamento dialettico con conseguente arrotondamento e perifrasi della iridescente antinomia "io-voi" - realizzo' che il crollo è gia avvenuto, che il denial of service della sfiga coatta mi fa da contorno irremovibile, anticipando il buio e il gesto, scomparendo oltre i miei capelli vergognati. Allora è accaduto che passeggiavamo lungo il sentiero abilitato dalle altre ruote, squisitamente complici nell'amalgama degli intenti ecologisti e ti ho seguito col preciso intento di superare l'ennesima difficolta' cognitiva, zigzagando le molteplici complicazioni vuote del non saper decidere e far proprio il momento vero. Tu sei del New Jersey, mi dici, e pedali come fa una farvalla quando scopre di averci le ali per librarsi in volo, altera quanto proverbialmente implicata e protesa. Parliamo: mi dici cose che interessano me e forse l'umanita' tutta, se solo le persone avessero l'inferno destrutturato dentro, come ce l'ho avuto io durante quel dolce accompagnarsi. Decido di esplodere ancora affinche' tu possa raccogliere i pezzi tremuli, in caduta dalle alture ignorate. Durante la pausa al parco, mentre le persone invisibili mutavano verso forme sempre piu evanescenti, le tue mani raccontavano ancora di universi inaccessibili alla mia sospesa attenzione, e non sapevo cosa fare, ti ho cercato nel baratro di un sacchetto di tabacco pronto a farsi benedire dalle scorse pedalate. Ti chiami Caitlin, e avverto (il presente compromesso) il bisogno di chiederti che musica ascolti di solito, perche' 15 anni ce li ho ancora ineluttabilmente al cospetto di cotanto splendore. Il tempo scorre cosi come l'illusione viscerale del suo estinguersi, seduce questa massa di biciclette radunata dal verbo e la fame d'innocenza, mi continua ad essere l'eccezzione d'una realta' altra fatta di suoni eterni - lo spettro d'una forma d'onda che se ne sta li a farsi comprendere, come i peli del pube irti della bambina che sei (in senso figurato?). Si decide e ci sia avvia verso il mare, non riesco a smettere di osservarti, le tue parole riempiono ogni spazio informativo latente, si sostituiscono alle mie vene smunte. Il cielo stellato e il ritmo irregolare delle luci lontane mi da la sensazione d'essere su un palcoscenico trivellato di colpi messi a segno. Non capisco il perche del tuo starmi vicino, ho la sensazione di risultare goffo, banale, d'essere la fotocopia illegale del mentitore e del suo paradosso. Ma ti avvicini col fare cortese e inspiegato dello spettro felice. Accadono molte cose durante le quali mi vengono fuori dei discorsi sulla letteratura americana che non conosco, e ti dico delle cose che mi farebbero sorridere e le dico col fare del commerciante che sa far trascorrere il tempo, e tu annuisci, ma il tuo annuire è come lasciare che lo spazio tra me e te si accorci senza misure condivisibili. Poi cominci a spogliarti, intenzionata a immergerti per un bagno notturno. Vedo anche altre persone fare lo stesso, osservo con un contegno maldestro bellissime ragazze spogliarsi esibendo glutei scolpiti dalla genetica riuscita, ma la mia attenzione è drogata del tuo esserci, e osservo il tuo corpo spargere energia elettrica pulita e trasformarsi in luce. Aspetto che gli istanti si sommino tra loro per diventare minuti, poi decido di raggiungerti immergendomi a mia volta, per cercarti, per dare un senso alla mia vita in mezzo ai simboli. In acqua i cerchi e gli elissi della volutta' si sedano lentamente, rimangono le odissee euristiche del mio avvicinarmi, che non sembra piu mio. Faccio di tutto per godermi l'isolamento sensoriale e faccio di tutto per reprimere disumanamente la smisurata voglia di dirti quanto sei bella, ma tu non sei semplicemente bella, sei un meraviglioso capolavoro d'arte concepita per attrarre sul fondo d'un bicchiere la protesi dei miei occhi. New york non ti piace, me lo hai detto. Il tuo lavoro qui ti ha assorbito piu di quanto tu non volessi. Non voglio toccarti, posso solo sfuggire empaticamente dalle briglie d'una confessione molesta che finisce per dirmi quello che non saprei realizzare osservando i pianeti.

Domani parti. Vai a farti una vacanza, ma tutto cio che faccio e appelarmi al tuo sorriso: torna, è quello che ti chiedo.
Stasera si sono registrati terremoti e devastazioni, gigantesche prove dalle quali imparare a comportarsi senza definizioni in vista di ulteriori macabri riscontri.
Ti sei lasciata baciare da una fluttuazione muta, senza forma ne colpa, e ti ringrazio patendo oltre la certezza delle tue linee, il tuo possibile ritorno.

trovare una buco di merda a prezzi decenti è diventato complicato

mazxim | 17 Giugno, 2006 15:57

 
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